Uva ursina: proprietà per le vie urinarie e la prostata

Foglie di uva ursina

L’uva ursina cresce spontanea nelle zone montane e artiche dell’emisfero boreale, su terreni poveri e sassosi dove poche altre piante riescono a sopravvivere. Il nome deriva dal fatto che gli orsi, in natura, ne sono ghiotti: le sue bacche rosse, piccole e acidule, fanno parte della loro dieta autunnale. In erboristeria, però, non sono le bacche a interessare, ma le foglie: contengono arbutina, una sostanza che l’organismo trasforma in idrochinone, un composto con proprietà antisettiche a livello delle vie urinarie.

È una delle piante più tradizionali per il benessere della vescica, usata da secoli nella medicina popolare europea per contrastare il fastidio tipico della cistite.

Un aspetto meno noto è il suo legame con il benessere della prostata: l’azione calmante sulle vie urinarie la rende utile anche per l’uomo, in presenza di fastidi legati all’età o a un ingrossamento prostatico lieve.

Per ottenere l’effetto desiderato, va preparata correttamente: l’infuso a caldo disperde parte dei principi attivi, mentre una macerazione a freddo prolungata per diverse ore tende a conservarli meglio, un dettaglio che molte ricette tradizionali tramandano. Si trova in tisana, in gocce (estratto idroalcolico) o in capsule, spesso abbinata a un bicarbonato per rendere l’ambiente urinario meno favorevole ai batteri.

Va usata per periodi limitati.

In genere non oltre una o due settimane consecutive, e non è indicata in gravidanza: come per ogni pianta ad azione specifica, un confronto con il farmacista aiuta a capire tempi e modalità d’uso più adatti al proprio caso.