Chi ha avuto una nonna erborista, anche solo per hobby, probabilmente ricorda la malva: è una delle piante più presenti nei giardini di campagna italiani, con i suoi fiori viola-rosati che spuntano tra giugno e settembre lungo siepi e terreni incolti. La parte più usata sono i fiori e le foglie, ricchi di mucillagini: sostanze che, a contatto con l’acqua, formano un gel naturale capace di rivestire e proteggere le mucose irritate, dallo stomaco alla gola.
Proprio per questo è tra i rimedi più tradizionali per il benessere dello stomaco: l’effetto lenitivo aiuta ad alleviare il fastidio da acidità o da una mucosa gastrica infiammata, senza l’azione più aggressiva di altri rimedi.
Non è utile solo per la digestione.
La stessa azione lenitiva la rende un rimedio popolare anche per la gola irritata e per la tosse stizzosa, preparata come gargarismo o semplicemente bevuta calda. Un aneddoto curioso: il nome botanico Malva deriva dal greco malakos, “morbido”, proprio in riferimento alla sua azione emolliente sulle mucose, nota fin dall’epoca degli antichi greci e romani, che la coltivavano anche come verdura.
Si prepara in infuso, lasciando i fiori o le foglie in acqua calda (mai bollente, per non disperdere le mucillagini) per una decina di minuti: spesso viene abbinata alla melissa, altra pianta digestiva e calmante, per un effetto più completo. Essendo ricca di mucillagini, può rallentare l’assorbimento di altri farmaci assunti nello stesso momento: è buona norma distanziarne l’assunzione di almeno un’ora da eventuali terapie in corso.

