Lo stomaco è un organo straordinario: ha il compito di digerire il cibo, spesso non proprio ottimo, che mangiamo, ma anche di “digerire”, a livello emotivo, gli avvenimenti della vita. È infatti, insieme all’intestino, uno degli organi più interessanti dal punto di vista della psicosomatica. Secondo la medicina antica lo stomaco era la prima porta di accesso al corpo, e questo ne fa capire l’importanza.
Il nostro stomaco ci parla molto chiaramente quando qualcosa non va, ma lo fa con sintomi che non sempre riusciamo a ricollegare subito a lui. Alcuni dei più comuni sono:
- patina sulla lingua, soprattutto al risveglio;
- bocca amara al risveglio, con o senza alito cattivo;
- sensazione più o meno continua di catarro in gola;
- acidità dopo i pasti;
- pancia gonfia, che spesso dipende proprio dallo stomaco prima ancora che dall’intestino;
- peso nella zona sovra-ombelicale;
- urine troppo chiare;
- tossetta secca cronica.
Pensate che, a volte, anche la tachicardia può essere causata proprio da uno stomaco in disordine: digerisce male, si gonfia e di conseguenza spinge sul diaframma, disturbando il cuore.
Possiamo sicuramente aiutare il nostro stomaco: vale sempre la pena affidarsi a una persona competente, che sappia ascoltare e trovare, attraverso questo ascolto, l’integrazione giusta. In generale, dopo consulenza e colloquio, può essere utile:
- bere tisane digestive dopo i pasti;
- integrare enzimi digestivi;
- utilizzare piante anti-fermentative;
- lavorare sull’acidità di stomaco;
- assumere vitamine del gruppo B;
- capire quanto l’emotività influenza lo stato dello stomaco, e lavorare anche con la floriterapia.
Sistemare l’alimentazione, bere acqua buona, conoscere il cibo ma anche le spezie e gli aromi giusti è molto utile, per non dire fondamentale. Mangiare troppo debilita lo stomaco, esattamente come “mandare troppo giù” nelle situazioni della vita. Prestate sempre ascolto al vostro stomaco: ha sempre qualcosa da raccontarvi.

