Ti spiego come funziona la “trappola del dolce”. Quando mangiamo zucchero, il nostro sistema nervoso si mette a produrre alcuni oppioidi naturali, gli stessi responsabili di quella sensazione di appagamento e di piacere che conosciamo tutti dopo un biscotto, un cioccolatino o una fetta di torta.
Il meccanismo è sempre lo stesso, e gira come un cerchio: mangio qualcosa che stimola la dopamina, il cervello si gode il momento, ne vuole ancora, la dose richiesta cresce ogni volta e alla fine ci ritroviamo dipendenti. Ecco spiegato, in poche parole di biochimica, perché la voglia di dolce è così forte e perché resistere è così difficile.
Vuoi la prova del 9? Pensa a quando sei innamorato o particolarmente sereno: ti è mai capitato di dimenticarti di mangiare? Succede perché il cervello è già appagato, e non ha bisogno di andare a cercare zuccheri altrove.
Ma c’è anche un altro modo di guardare la cosa! Per la Medicina Tradizionale Cinese i cibi dolci sono addirittura curativi, purché siano quelli giusti: riso, carote, zucca, cereali, verdure tonde, zuppe. Sono i cibi dal sapore “DOLCE MODERATO” e servono a TONIFICARE l’energia di milza-pancreas, regalandoci benessere e più facilità ad adattarci ai cambi di stagione.
Tutt’altra storia per il “DOLCE ECCESSIVO”: zuccheri industriali, dolci, creme, merendine, succhi di frutta. Questi cibi DISPERDONO l’energia di milza-pancreas e ci fanno sentire STANCHI e DEMOTIVATI, con quella vocina che dice “ma sì, mi prendo qualcos’altro di dolce”.
Vi dice niente la parola ABBIOCCO? La sonnolenza che arriva dopo pranzo, quella che ti fa quasi cadere sulla scrivania, non compare mai con una zuppa o un piatto di verdure: arriva quando mangiamo cibi ad ALTO INDICE GLICEMICO.
Sapendo come funziona, possiamo iniziare un piccolo percorso di aggiustamento alimentare, un passo alla volta. E la natura ci dà una mano: esistono integratori che aiutano a gestire lo stress e intervengono nel metabolismo dei carboidrati, riducendo il nervosismo e favorendo la depurazione.

